Descrizione
A fine agosto del 1947, di prima mattina, Francesco abbraccia la giovane moglie Suntina (Maria Assunta), i fratelli Giovanni e Domenico, le sorelle Nicolina e Angelina, la mamma Seppuccia (Maria Giuseppa), il padre Vincenzo e sale sulla corriera nella piazza di Lupara. Ha il bagaglio in mano, una valigia di legno di media grandezza.
Iniziò così la storia di Francesco, contadino molisano che, nell’immediato dopoguerra, lasciò paese e affetti per cercare un futuro migliore in Belgio, nelle miniere di carbone. Uno dei tantissimi i lavoratori italiani che, in base all’accordo tra i due governi, tra il 1946 e il 1956 si trasferirono in Vallonia: manodopera in cambio di carbone e rimesse per alimentare lo sviluppo del nostro Paese. Si calcola che furono circa centoquarantamila i giovani emigrati minerari italiani, ma i numeri poco raccontano di quelle che furono le loro vite nel nuovo contesto sociale e lavorativo. Questo libro nasce dalla necessità di incarnare il dato numerico per restituirgli il “fattore umano” fatto di mille ostacoli da superare, di sacrifici e rischi, ma anche di solidarietà e speranza.





