Marmellata d’arance

Pagg. 59 – Anno: 2018
ISBN: 978-88-98917-28-0

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In vendita a Roma presso la Libreria Testaccio, Piazza Santa Maria Liberatrice

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About The Author

Anna Messina

Vive a Siracusa, dove svolge il suo incarico di dirigente presso un istituto scolastico.

Avrebbe voluto far dello scrivere il suo mestiere e ha coltivato nell'età giovanile attraverso la lettura tale passione, divorando soprattutto i testi di teatro classico e contemporaneo, intercalando poesia e romanzi; da adulta, poi, si è cimentata nella scrittura con qualche gratificante esito.

Dal romanzo Marmellata d’arance della sorella Rosalia Messina ha tratto con lei l’opera teatrale omonima, vincitrice del premio L’Artigogolo 2017, sezione “Drammaturghi esordienti”.

Dall'edizione 2006 ad oggi è membro della giuria “teatro” della sezione del Premio Letterario “Città di     Mesagne”.

Rosalia Messina

Vive, lavora e scrive tra Bologna, Napoli e la Sicilia. È autrice del volume di racconti Prima dell’alba e subito dopo (PerroneLab 2010; in e-book Youcanprint), dei romanzi brevi Più avanti di qualche passo (Città del sole 2013), Marmellata d’arance (Arianna 2013), Gli anni d’argento (Algra Editore 2014), Morivamo di freddo (Durango Edizioni 2016) e Uno spazio minimo (Melville 2017), nonché del libro per bambini Favole a colori (Algra Editore, 2015); molte sue opere hanno conseguito  premi letterari.

Ha collaborato con i magazine on line Libreriamo  e LetteraTu.

 

Tratto dall’omonimo e fortunato romanzo di rosalia Messina, il testo vincitore del premio di drammaturgia L’Artigogolo edizione 2017 affronta con grande delicatezza i rapporti familiari, in particolare quello tra la protagonista e sua  madre: rapporto mai affrontato e mai risolto.

“Quando mi portavi ancora con te ero troppo piccola, non ne ho memoria. Mi sono rimaste impresse le volte in cui mi mollavi dalla nonna Bianca e sparivi. Non ti facevi viva, nemmeno telefonavi. Quando tornavi eri sempre più distante. (in crescendo) Perché sono rimasta esclusa dalle tue cure? Perché non hai mai reclamato il tuo ruolo, una volta che ti eri assestata in una vita tranquilla, accanto a un uomo rassicurante e innamorato? Avrei voluto che me lo chiedessi, anzi, lo pretendessi. Che piangessi, strepitassi, urlassi sono io tua madre, è con me che devi stare. Per quanto mi sia ripetuta spesso che la mia vita aveva i suoi binari e che sarebbe stato destabilizzante per me rivoluzionarla, raggiungendoti in America, la rabbia corrosiva per la tua assenza è restata.“